La Scuola Di Formazione

28 Set

Autorizzata da Eliane Matuk, Direttrice della Scuola Modello Rolando Toro di Milano, Rappresentante Legale della  Cooperativa Scuolatoro e Vice presidente di AIPOB (Associazione Internazionale Professionale Operatori di Biodanza) la Scuola di Biodanza Napoli, ha lo scopo di offrire una formazione idonea all’esercizio della professione di Operatore di Biodanza sia per la conduzione di gruppi liberi, sia per la conduzione di gruppi in istituzioni educative, ospedaliere e di assistenza sociale, nonchè la possibilità di seguire da uditore un percorso di crescita personale. 

identità

Il ciclo di formazione ha una durata minima di tre anni e comprende 29 moduli sui temi specifici inerenti la teoria e la metodologia della Biodanza, 1 modulo su temi affini alla Biodanza, un tirocinio sotto supervisione e l’elaborazione di una monografia. Alla fine del percorso e dopo una valutazione generale, l’allievo riceverà un diploma di Operatore di Biodanza, valido in tutto il mondo.

IL CICLO DI FORMAZIONE  prevede i seguenti obiettivi:

– Studi di base teorica Conoscenze relative alla teoria della Biodanza ed ai suoi fondamenti all’interno delle scienze della vita.

– Approfondimento della Vivencia Approfondimento della vivencia individuale e di gruppo in prospettiva dello sviluppo del futuro operatore.

– Metodologia Apprendimento degli esercizi di Biodanza con i loro nomi, consegne, modo di esecuzione e rispettivi brani musicali. Strutturazione delle singole sessioni, del corso settimanale e dello stage di Biodanza. Aspetti didattici e dinamica di un gruppo di Biodanza.

– Semantica musicale La musica in Biodanza. La ricerca del prof. Rolando Toro Araneda sulle musiche adeguate all’induzione della vivencia. I criteri di selezione dei brani musicali del repertorio di Biodanza.

– Tirocinio Esperienza pratica di conduzione di un corso di Biodanza sotto supervisione.

– Monografia Elaborazione di una monografia riferita ad un aspetto teorico e/o pratico della Biodanza.

PROGRAMMA UNICO DI FORMAZIONE IN BIODANZA Il Programma consta di 30 moduli teorici-esperienziali, 29 su temi specifici e 1 su temi affini, ognuno dei quali si realizza in un fine settimana al mese.

1. Definizione e Modello Teorico della Biodanza

2. Principio Biocentrico e Inconscio vitale

3. La Vivencia

4. Aspetti Biologici della Biodanza

5. Aspetti Fisiologici della Biodanza

6. Aspetti Psicologici della Biodanza

7. Identità e Integrazione

8. Trance e Regressione

9. Antecedenti Mitici e Filosofici della Biodanza

10. Il Contatto e la Carezza

11. Il Movimento Umano

12. Vitalità

13. Sessualità

14. Creatività

15. Affettività

16. Trascendenza

17. Biodanza e Neuroscienze

18. Meccanismi di Azione della Biodanza

19. Applicazioni ed Estensioni della Biodanza

20. Biodanza, Ars Magna

21. Biodanza e Azione Sociale

22. La Musica in Biodanza

23. Metodologia I: Semantica Musicale

24. Metodologia II: La Sessione di Biodanza

25. Metodologia III: La Sessione di Biodanza (continuazione)

26. Metodologia IV: Il Corso Settimanale e lo Stage di Biodanza

27. Metodologia V: Il Gruppo di Biodanza

28. Metodologia VI: Criteri di Valutazione del Processo Evolutivo in Biodanza

29. Metodologia VII: Elenco Ufficiale degli Esercizi di Biodanza (esercizi, musiche, consegne)

30. Modulo su temi affini alla Biodanza (danza, epistemologia, codice deontologico, etica, musica, educazione, tra altri temi)

SEDE DELLA SCUOLA: VIA FRANCESCO DE MURA, 39 ( a pochi passi dalla stazione metro collinare VANVITELLI) NAPOLI

Per informazioni e per prenotare un colloquio gratuito chiama

CENTRO STUDI BIODANZA NAPOLI al 349-4431085 (dal lunedi al venerdi dalle 10 alle 13,30 e dalle 16 alle 20) oppura invia una mail a biodanzanapoli@gmail.com

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Corsi di Biodanza per adulti a Napoli

28 Set

imageIl martedì dalle 19 alle 21 in via Francesco De Mura, 39 ( Vomero)

Il mercoledì dalle 18,30 alle 20,30 presso Giffas, in via Amerigo Crispo,14 (fermata metro cavalleggeri Aosta)

Il venerdì dalle 18 alle 20 presso Il Sentiero della Natura, in via P. Castellino, 131 ( pochi metri dalla stazione Montendozellki)

La Scuola di Formazione

28 Set

Autorizzata da Eliane Matuk, Direttrice della Scuola Modello Rolando Toro di Milano, Rappresentante Legale della Cooperativa Scuolatoro e Vice presidente di AIPOB (Associazione Internazionale Professionale Operatori di Biodanza) e diretta dalla Dott.ssa Cristina Canino, la Scuola di Biodanza Napoli, ha lo scopo di offrire una formazione idonea all’esercizio della professione di Operatore di Biodanza sia per la conduzione di gruppi liberi, sia per la conduzione di gruppi in istituzioni educative, ospedaliere e di assistenza sociale, nonchè la possibilità di seguire da uditore un percorso di crescita personale. identità

Il ciclo di formazione ha una durata minima di tre anni e comprende 29 moduli sui temi specifici inerenti la teoria e la metodologia della Biodanza, 1 modulo su temi affini alla Biodanza, un tirocinio sotto supervisione e l’elaborazione di una monografia. Alla fine del percorso e dopo una valutazione generale, l’allievo riceverà un diploma di Operatore di Biodanza, valido in tutto il mondo.

IL CICLO DI FORMAZIONE  prevede i seguenti obiettivi:

– Studi di base teorica Conoscenze relative alla teoria della Biodanza ed ai suoi fondamenti all’interno delle scienze della vita.

– Approfondimento della Vivencia Approfondimento della vivencia individuale e di gruppo in prospettiva dello sviluppo del futuro operatore.

– Metodologia Apprendimento degli esercizi di Biodanza con i loro nomi, consegne, modo di esecuzione e rispettivi brani musicali. Strutturazione delle singole sessioni, del corso settimanale e dello stage di Biodanza. Aspetti didattici e dinamica di un gruppo di Biodanza.

– Semantica musicale La musica in Biodanza. La ricerca del prof. Rolando Toro Araneda sulle musiche adeguate all’induzione della vivencia. I criteri di selezione dei brani musicali del repertorio di Biodanza.

– Tirocinio Esperienza pratica di conduzione di un corso di Biodanza sotto supervisione.

– Monografia Elaborazione di una monografia riferita ad un aspetto teorico e/o pratico della Biodanza.

PROGRAMMA UNICO DI FORMAZIONE IN BIODANZA Il Programma consta di 30 moduli teorici-esperienziali, 29 su temi specifici e 1 su temi affini, ognuno dei quali si realizza in un fine settimana al mese.

1. Definizione e Modello Teorico della Biodanza

2. Principio Biocentrico e Inconscio vitale

3. La Vivencia

4. Aspetti Biologici della Biodanza

5. Aspetti Fisiologici della Biodanza

6. Aspetti Psicologici della Biodanza

7. Identità e Integrazione

8. Trance e Regressione

9. Antecedenti Mitici e Filosofici della Biodanza

10. Il Contatto e la Carezza

11. Il Movimento Umano

12. Vitalità

13. Sessualità

14. Creatività

15. Affettività

16. Trascendenza

17. Biodanza e Neuroscienze

18. Meccanismi di Azione della Biodanza

19. Applicazioni ed Estensioni della Biodanza

20. Biodanza, Ars Magna

21. Biodanza e Azione Sociale

22. La Musica in Biodanza

23. Metodologia I: Semantica Musicale

24. Metodologia II: La Sessione di Biodanza

25. Metodologia III: La Sessione di Biodanza (continuazione)

26. Metodologia IV: Il Corso Settimanale e lo Stage di Biodanza

27. Metodologia V: Il Gruppo di Biodanza

28. Metodologia VI: Criteri di Valutazione del Processo Evolutivo in Biodanza

29. Metodologia VII: Elenco Ufficiale degli Esercizi di Biodanza (esercizi, musiche, consegne)

30. Modulo su temi affini alla Biodanza (danza, epistemologia, codice deontologico, etica, musica, educazione, tra altri temi)

SEDE DELLA SCUOLA: VIA FRANCESCO DE MURA, 39 ( a pochi passi dalla stazione metro collinare VANVITELLI) NAPOLI

Per informazioni e per prenotare un colloquio gratuito chiama

CENTRO STUDI BIODANZA NAPOLI al 349-4431085 (dal lunedi al venerdi dalle 10 alle 13,30 e dalle 16 alle 20) oppura invia una mail a biodanzanapoli@gmail.com

Biodanza al Giffas

15 Set

Sono poche le Istituzioni, i centri di riabilitazioni, le Asl,  i Centri di Salute Mentale, che qui al SUD si sono aperti a questa “nuova” metodologia pedagogica.

Ed è quindi con soddisfazione e piacevole sorpresa che vi comunico che il Centro Giffas, uno dei PRIMI CENTRI DI RIABILITAZIONE abbia aderito e abbia accolto la BIODANZA.

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Il centro G.I.F.F.A.S. è stato uno dei primi centri riabilitativi creati a Napoli intorno agli anni 70′ ; fu creato e autogestito da una cooperativa di genitori dipendenti dell’Italsider che sentirono il bisogno un’ ALTERNATIVA di CURA e SOSTEGNO per i loro figli portatori di handicap.

Da allora è diventato riferimento per tutto il territorio di Bagnoli e non solo.

Vi comunico quindi con gioia, che il giorno mercoledi 24 settembre alle ore 18,30 il G.I.F.F.A.S. ( in via Amerigo Crispo 14, a pochi metri dalla metropolitana di cavalleggeri d’aosta) aprirà ufficialmente le porte alla biodanza con una sessione esperenziale aperta a tutti.  La partecipazione alla sessione avrà un contributo di 15 euro per chi già conosce e ha praticato la biodanza ma sarà GRATUITA per chi si appresta a provarla per la prima volta.

Avremo modo di sperimentare durante la sessione come con semplici esercizi fisici, e su musiche (di vario genere, dal pop, al jazz, al rock, alla musica classica) studiate secondo una precisa metodica musicale, in un gruppo contenuto e contenente è possibile far emergere le potenzialità “sane” di ognuno di noi.

Condurrà la sessione:

Cristina Canino

Dott.ssa in psicologia, con esperienza di Bioenergetica, di terapia Reichiana, Gestalt e Analisi Transazionale, e di tecniche che riscattano l’unità psico-fisica. Da sempre appassionata di danza, studiosa del movimento umano, delle potenzialità creative e delle dinamiche di gruppo.

Direttrice della Scuola Modello di Biodanza SRTA di Napoli. Operatrice e didatta di Biodanza Sistema Rolando Toro Araneda, specializzata nell’applicazione di “Biodanza per bambini e adolescenti” e “Biodanza, voce, musica e percussioni”.

Lavora con adulti, bambini, portatori di handicap e adolescenti. 

Per informazioni e prenotazioni chiama il 349-4431085 dal lunedi al venerdi (dalle 10 alle 13,30 e dalle 16 alle 20) oppure scrivi una mail al’indirizzo: biodanzanapoli@gmail.com

La scuola che vorrei. Articolo su Cinquew

29 Ago

993308_10201313736878415_732096005_nLa Scuola Universo.

Prendo spunto da questo racconto: un antropologo propose un gioco ad alcuni bambini di una tribù africana. Mise un cesto di frutta vicino ad un albero e disse ai bambini che che chi fosse arrivato prima avrebbe vinto tutta la frutta. Quando fu dato loro il segnale per partire, tutti i bambini si presero per mano e si misero a correre insieme, dopodiché, una volta preso il cesto, si sedettero e si godettero insieme il premio. Quando fu chiesto ai bambini perché avessero voluto correre insieme, visto che uno solo avrebbe potuto prendersi tutta la frutta, risposero “UBUNTU”, cioè “Come potrebbe uno essere felice se tutti gli altri sono tristi?”. Infatti, UBUNTU nella cultura africana sub-sahariana vuol dire: “Io sono perché noi siamo”
Quei bambini non avevano una scuola, delle mura, dei banchi e forse proprio quella distanza annullata da cattedre inesistenti e quei non giudizi, (i giudizi spesso sono come semi infetti per vasi da riempire), hanno dato loro la possibilità di esprimersi senza paura, di rispondere e di formulare un pensiero.
La libertà di espressione ci viene proprio da diversi elementi importanti: l’assenza di giudizio, l’infondere nel bambino (o nel ragazzo) la fiducia e la spinta necessaria a tirar fuori quello che James Hillman chiamava il “daimon”, la disponibilità ad accogliere idee diverse, la presenza del feedback e della giusta empatia che ti permettono di sentire l’altro, di essere in relazione con l’altro. E di facilitare, accogliendo “il diverso” così com’è.
Oggi nelle scuole trovo ancora poca cura e poca attenzione a tutto ciò. C’è ancora molta distanza e molta voglia di sedersi al di là della cattedra. 

La scuola che vorrei. Questa è la domanda che mi è stata posta.
Intanto mi guardo intorno e ciò che vedo e che incontro sono scuole poco curate, poco contatto reale, poco scambio, poco senso del gruppo; mancano ancora molti elementi che dovrebbero fare della scuola un’istituzione.
Patrick Viveret, filosofo e co-fondatore degli incontri internazionali “Dialoghi dell’Umanità, dice :“Quello di cui noi abbiamo bisogno, soprattutto nella nostra civiltà dove oscilliamo tra l’iper-eccitazione ( e pensiamo ai bambini definiti iper-.attivi!), il cronometrismo, il movimento, lo snervamento e la stanchezza, la depressione, la malinconia (passiamo dall’eccitazione alla depressione dell’eccitazione), è realmente di cercare di combinare la serenità con l’intensità.” La serenità senza l’intensità diventa vuota e l’intensità senza la serenità produce troppa eccitazione.
Dobbiamo unire le due cose.
I bambini hanno bisogno di poter sperimentare la loro capacità esplorativa sentendosi accolti in un clima che dia loro la possibilità di creare e di esprimersi con libertà.
Su questi aspetti lavora la biodanza che io propongo nelle scuole.
La biodanza è una nuova pedagogia sociale che utilizza la musica, la voce, il movimento ed il gruppo per lo sviluppo delle potenzialità umane. Biodanza è un percorso di crescita e di integrazione con se stessi, con l’altro e con l’ambiente che ci circonda.
Il suo creatore e’ stato Rolando Toro psicologo e antropologo cileno,che alla fine degli anni 60 in Cile studiò e creò un sistema per armonizzare e rieducare i pazienti psichiatrici nell’Ospedale di Santiago del Cile. La Biodanza.
Oggi Biodanza si è sviluppata in tutto il mondo e lavora in tanti ambiti, da quello sociosanitario, a quello delle imprese, e anche delle isitituzioni scolastiche. Il principio su cui si basa questa nuova metodica sociale è il Principio Biocentrico, opposto all’antropocentrismo.
L’educazione deve incorporare assieme alla formazione intellettuale nuovi parametri che stimolino l’affettività, la creatività e la vitalità intesa come profonda connessione con la vita.

Il Professor Toro a tal proposito dice:
L’educazione attuale, intellettualista e tecnologica, non ha nessun riferimento esistenziale e conduce alla perdita di senso e alla banalità. L’educazione biocentrica consiste nel mettere al centro di tutte le attività educative la vita. La vita deve essere il centro teorico e metodologico dell’educazione. Questo significa trasformare gli obbiettivi attuali delle distinte tendenze educative nell’obbiettivo assoluto: la coscienza etica, la gioia di vivere e l’amore. L’integrazione dell’intelligenza concettuale con l’affettività è l’aspetto centrale di questa proposta.”
L’educazione biocentrica riconosce l’amore come centro generatore e protettore della vita: la sua finalità è ristabilire le funzioni originarie vitali che permettono la conservazione e l’evoluzione della vita, creando fin dalla prima infanzia, modelli interni di vincolo con la natura, comunione amorosa e coscienza etica.
La scuola che io vorrei dunque per la mia città è quella che R. Toro definisce Scuola Universo. La maggioranza degli educatori, ed anche degli psicologi, non capisce che l’apprendimento, la creatività e la qualità di vita scaturiscono da una fonte comune: l’affettività. 

a cura di Cristina Canino

Un grazie speciale alla cura di Tania Sabatino

Per l’anno scolastico 2013-2014 Cristina Canino terrà un laboratorio di biodanza presso il Primo circolo didattico di Ischia (Napoli) di cui è dirigente scolastico Lidia Gentile. 

Meeting di Biodanza all’ASL di Lucca

24 Ago

    IV° Meeting nazionale di Biodanza®
     “Encuentros en la Vivencia”

Biodanza® tra cambiamento e crescita personale

27 e 28 settembre 2013

presso
Sala Auditorium “G. Guazzelli”
via dell’Eremo 15
Gallicano (LU)
PROGRAMMA
Con il patrocinio del Comune di Gallicano

VENERDI 27 settembre
9,00 – 9,30 Ritrovo dei Partecipanti
9,30 – 10,00 Saluto delle Autorità Apertura dei Lavori
10,00 – 11,00 dott. Paolo Bongioanni
Effetti positivi della Biodanza sulla
funzionalità della persona con Malattia di
Parkinson”
11,00 – 11,15 Break
11,15 – 12,00 dott.ssa Cristina Canino
“Q.I. Dal quoziente Intellettivo logicomatematico
al Quoziente del cuore”.
12,15 – 13,00 Vivencia con Cristina Canino
13,00 – 15,00 Pausa

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15,00 – 16,15 Presentazione fotografica di gruppi di
Biodanza Clinica.
Salute Mentale: Esperienze a confronto
con
dott.ssa Silvana Battistin,
Laura Del Conte
16,30 – 17,30 Vivencia di Biodanza Clinica
con Silvana Battistin.
17,30 – 18,30 Presentazione dei risultati della
ricerca “Biodanza e Benessere”
19,00 – 21,00 Pausa

21,00 – 23,00 Vivencia “Biodanza: Incorporiamo la VITA”
con Laura Del Conte

SABATO 28 settembre
9,30 – 10,15 dott. Paolo Campi
“Biodanza e neuroni specchio”
10,30 – 11,30 Vivencia con Paolo Campi
11,30 -11,45 Break
11,45 – 12,30 dott. Mario Betti
“Danzare la vita tra scienza e creatività.
Studi clinici sulla Biodanza terapeutica”

12,30 – 13,00 Tavola Rotonda
Conclusione dei lavori
13,00 Pranzo a Buffet

RELATORI:

Dott. Paolo Bongioanni – Neurologo, Dir. Med. I Liv. c/o U.O.
Neuroriabilitazione (Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana).
Dal ’97 coordina il Gruppo multidisciplinare per l’assistenza e la cura delle
persone che soffrono di Malattie Neurodegenerative: i suoi interessi clinici
e scientifici spaziano dalle neuroscienze di base a quelle cliniche
(neurologia, neuropsicologia, riabilitazione neurologica). Nel ’98 ha
costituito la prima sede toscana dell’Associazione Italiana Sclerosi
Laterale Amiotrofica (AISLA); dal ’99 al ’07 è stato Consigliere nazionale
dell’AISLA. Dal ’00 al ’05 e dal ’06 al ’08 è stato membro del Consiglio
Direttivo dell’International Alliance of ALS/MND Associations. Dal ’00 al
’05 è stato Presidente della Sezione toscana dell’Associazione Italiana
Afasici (AITA); dal ’05 al ’10 Presidente dell’Associazione Afasici Toscana
onlus (aderente all’AITA Federazione).
Nel 2008 ha fondato l’Associazione NeuroCare onlus di cui è a tutt’oggi il
Presidente.
Dott.ssa Silvana Battistin, Medico Chirurgo specialista in Psichiatria
ASL3 GE. Dirigente medico 1° Livello, medico psichiatra presso CSM Via
Peschiera 10. Laurea in Medichina e Chirurgia-Universita’ di Genova ’80.
Specializzazione in Psichiatria, Universita’ di Genova Dirigente medico 1°
livello presso il CSM di Finalborgo ASL 2 Savonese dal ’81 al ’88.
Formazione Professionale Aziendale Continua. Partecipazione libera ad
eventi di pertinenza della specializzazione con particolare interesse per
temi di Etica Psichiatrica e Psichiatria Forense.
Operatrice di Biodanza Sistema Rolando Toro.
Dott. Paolo Campi, Ex Primario U.O. Allergologia Immunologia Clinica
Asl di Firenze. Laurea in Medicina e Chirurgia a Genova nel ’76.
Specializzazione in Igiene e Medicina preventiva con indirizzo di
Laboratorio, in Ematologia Clinica e di Laboratorio, in Allergologia ed
Immunologia Clinica. Medico Dirigente di I livello dal ’81 al ’10 presso il
Nuovo Ospedale San Giovanni di Dio, Azienda Sanitaria di Firenze nella
struttura di Allergologia ed Immunologia Clinica. Aiuto Corresponsabile
dal ’88. Modulo Organizzativo e Funzionale “Organizzazione
dell’intervento di D.H. e ambulatoriale” e “Autoimmunità e complemento”
dal ’93. Direttore della Struttura Semplice di Allergologia ed Immunologia
Clinica dal ’97 al ’10. Insegnante di Biodanza Sistema Rolando Toro dal
’11 con una tesi dal titolo “Biodanza e Neuroni Specchio”. Ha condotto il
gruppo di tirocinio di Biodanza presso l’Asl di Firenze.
Conduce due gruppi di Biodanza nell’ambito dell’Asl di Firenze.
Dott.ssa Cristina Canino, nata a Napoli, laureata in psicologia clinica
e di comunità ad indirizzo psicodinamico. Operatore Titolare di Biodanza
Insegnante collaboratrice della scuola di formazione di Biodanza di
Napoli. Presidente dell’Associazione Biodanza Napoli, collabora con
associazioni locali che lavorano per prevenire la violenza sulle donne, sui
minori e che sostengono i diritti dei portatori di handicap, assieme alle
quali organizzo eventi pubblici patrocinati dalla municipalità di Napoli.
Da quattro anni conduce gruppi esperienziali di biodanza a Napoli e in
diverse città del sud Italia; lavoro con adulti, bambini e disabili. Da un
anno ha proposto un percorso riabilitativo di biodanza presso l’AIAS di
Napoli.
Laura Del Conte, fisioterapista e operatrice e didatta di Biodanza
Sistema Rolando Toro. Da 11 anni tiene gruppi con la Salute Mentale a
Carrara e a Fornaci di Barga (LU).

Per informazioni: 347 9385271 – 349 1280832

Partecipazione con tessera AEDO € 5,00

 

IV Meeting di Biodanza Nazionale

16 Ago

27 e 28 settembre 2013 ASL di Lucca presenta:

“Encuentros en la Vivencia”

Biodanza tra cambiamento e Crescita personale

Apri la locandina : IV Meeting A3

Convegno gratuito e aperto a tutti!

Possibilità di soggiornare presso i biodanzanti del posto

Affrettatevi a prenotare da ora!

Per informazioni: 347 9385271

pace1349 1280832

C.C.

Immagine

Biodanza, integrazione Sociale

14 Lug

Biodanza, integrazione Sociale

Napoli Città Sociale

2 Lug

Le potenzialità del sistema biodanza, intervista a Cristina Canino

La musica e il movimento come risorsa, in sinergia con le terapie.

La Biodanza è una disciplina che attraverso musica, movimento spontaneo e le situazioni di incontro tra i partecipanti permette di conseguire effetti di integrazione, rieducazione affettiva e riapprendimento delle funzioni originarie della vita. Un lavoro del genere è importante nei percorsi di crescita personale e riabilitazione: ne parliamo con Cristina Canino.

Giovane dottoressa in Psicologia, operatore titolare della disciplina, sistema “Rolando Toro”, racconta: “Fin dal mio primo approccio con la psicologia ho apprezzato e approfondito le teorie di Wilhelm Reich, il primo psicoanalista ad avere dato una dimensione corporea alla psiche, cui ho affiancato quelle del suo allievo Alexander Lowen fondatore della bioenergetica. La biodanza è una disciplina non coreografica, che non ha nessun scopo se non quello di ritrovare il piacere di muoversi lasciando che la musica entri nel corpo e segua il suo flusso naturale attraverso un movimento semplice e sentito: non è solo esercizio, ma una vero e proprio percorso di crescita, capace di aiutare anche chi si trova in difficoltà”

Qual è l’apporto della biodanza nel lavoro con persone disabili?

“Da poco ho concluso il percorso annuale iniziato lo scorso ottobre presso l’AIAS, l’Associazione Italiana Assistenza Spastici, ospite della sede in via Adriano a soccavo di Napoli, sotto gli occhi amorevoli e presenti di Adriana Di Sarcina, la Presidente. Ho potuto capire in questo modo quanto si possa fare unendo la biodanza alle terapie più note. In questo senso, a parte la mia esperienza e quella dei ragazzi, è necessario sapere che il sistema Biodanza può essere applicato con persone con difficoltà di relazione e di contatto fisico e sociale, con successo per lo sviluppo dei rapporti umani e della salute, l’accrescimento delle risorse e la prevenzione dello stress. Sviluppa l’autonomia psicofisica e aumenta la capacità di azione e l’efficienza personale. Effetti specifici si hanno nella riduzione dei disturbi psicosomatici, nella modulazione e bilanciamento dei diversi stati emozionali come la migliore regolazione della rabbia, il maggiore ottimismo, e nella riduzione dello stress. Rispetto al sistema immunitario, è stata constatata una migliore reazione immunitaria a breve e lungo termine”.

Lei collabora anche con la scuola di formazione per insegnati qui a Napoli, diretta dal professor Flavio Boffetti, eppure in tanti non sanno che esiste una scuola dedicata a questa disciplina anche in città. Sarebbe invece necessario aprirsi a terapie e discipline che tengano nel giusto conto la fisicità, e rendere partecipi nonché vicini, anche nella modalità di integrazione, i cittadini…

“Assolutamente sì. Lo scorso 15 maggio abbiamo organizzato un evento a Città della Scienza e grazie al coraggio e alla volontà vulcanica come quelle delle belle presenze che abitano questa città abbiamo fatto quello che molti, dal di fuori, definiscono un girotondo o qualcosa che “fa stare bene”. Due ragazzi dell’AIAS vi hanno partecipato e l’idea di coinvolgerli tutti è stata spontanea. Purtroppo ritornare a Città della Scienza non è possibile: ci sono altre attività come “l’Estate dei piccoli”, ma non abbandono l’idea di organizzare un evento pubblico aperto a tutti, conclusivo dell’anno “scolastico” che possa riunire i ragazzi prima della pausa estiva e che sia anche una possibilità per contribuire, alla vita dell’Associazione Italiana Assistenza Spastici di Soccavo che da anni lavora su base di volontariato, sfruttando le proprie risorse, quelle di madri, padri e disabili che si aiutano a vicenda”.

FR

 

Biodanza_rid

Rimandati a settembre

20 Giu

FOTO CATALOGO COLORI_08 PRATO SINTETICO_PS450Oggi 20 giugno 2013 ho chiamato Città della Scienza.

Attendevo una risposta entro oggi per portare i “miei” ragazzi dell‘AIAS  a fare Biodanza sul prato di Città della Scienza.

Dopo vari tentativi, ho parlato con la Dott.ssa Drioli, la quale mortificata, si è scusata e mi ha detto che era stata presa da tanti altri impegni compreso L’estate dei Piccoli con cui Città della Scienza concluderà la stagione e che quindi dovevamo risentirci per settembre.

Ieri sera ho sentito Walter, un ragazzo dell’AIAS che non fa altro che chiedermi “Quando andiamo a Città della Scienza?”. Gli ho riposto che bisognava attendere, che nella vita ci vuole pazienza e che avrei chiamato l’indomani per sapere la risposta.

Oggi, mi hanno detto che bisogna attendere settembre.

Ma per Walter e gli altri l’estate è più lunga che per noi.

E intanto ripenso a quel prato della reggia di Capodimonte che forse non ci chiede il permesso per incontrarci e danzare ancora assieme la vita.

Molto probabilmente porterò lì i ragazzi.

Voglio organizzare un evento pubblico aperto a tutti, conclusivo dell’anno “scolastico” che possa riunire i ragazzi prima della pausa estiva e che sia anche una possibilità per contribuire, (con le nostre tasche) alla Vita dell’ Associazione Italiana Assistenza Spastici di Soccavo che da anni lavora su base di volontariato, sfruttando le proprie risorse, quelle di madri, padri, e handicappati che si aiutano a vicenda, supportati dalla forza della Presidente Adriana Di Sarcina, una donna buona e coraggiosa.

Grazie Adriana, per avermi accolto e per aver creduto in questa metodologia.

E grazie a chi verrà a danzare con noi.

Con Scienza oppure no.

C.C.

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